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Samsung annuncia la presentazione dei Galaxy Glass agli IFA 2014

Avevamo lasciato Samsung  al suo calo trimestrale, e già abbiamo una novità in serbo per voi. L’azienda coreana, infatti, ha annunciato da poche ore la presentazione dei Galaxy Glass – ovvio concorrente dei Google Glass- durante l’evento IFA 2014 di Berlino.

Secondo un rapporto del The Korea Times , Samsung , Sony e Google stanno lavorando a dispositivi indossabili, per questo nuovo 2014.

Per quanto riguarda Google, non è di certo una novità, e come ben saprete abbiamo potuto goderci un assaggio dei Glass, grazie a prototipi messi a disposizione per pochi sviluppatori. Parlando di Sony, invece,  ha recentemente presentato un prototipo degli occhiali Smart al CES 2014 , lasciando intendere che il lancio sarà fatto entro quest’anno 2014.

Finito di parlare dei concorrenti, non resta che concentrarci sui Galaxy Glass: le divisioni coreane di elettronica e display sono da tempo concentrate nel creare un display traslucido per gli occhiali intelligenti.

Gli occhiali in questione, dovrebbero essere simili all’orologio Galaxy Gear il che lascia intendere che agirebbe come un compagno per il proprio smartphone .

Samsung a quanto pare, ha portato avanti uno studio per cercare di capire l’utilità di tali dispositivi, arrivando alla conclusione – forse fin troppo ovvia- che potrebbero avere un ottimo potenziale sul mercato odierno .

L’Istituto per lo sviluppo della Corea Information Society ( KISDI ) ha stimato un mercato di dispositivi indossabili, che potrebbe espandersi persino a 6 miliardi di dollari entro il 2016, inoltre data la grande concorrenza tra Google, Sony e Microsoft, ci sarà da aspettarsi l’avvento dei dispositivi in un futuro davvero vicino.

Unica pecca di tutta questa storia è data proprio dal fatto che i Galaxy Glass, potrebbero essere progettati per un uso affiancato del proprio smartphone. Tutti noi sappiamo quanto poco successo ha avuto l’orologio Galaxy Gear, proprio perchè dava un servizio tutt’altro che versatile, dedicato solo a chi possedeva smartphone della casa coreana ( e si parla solo di pochi dei dispositivi).

Bisogna solo sperare, che Samsung abbia imparato dai propri errori, o i dati stimati dai KISDI, non diverranno per niente realtà – almeno per loro-

la Redazione

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