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Focus Outlast: Whistleblower, il terrore fatto DLC

Nome: Outlast: Whistleblower
Uscita: 8 maggio 2014
Tipologia: Action, Survival horror
Piattaforme: PC, PS4
Team di sviluppo: Red Barrels 

TRAMA

Dopo l’acclamato successo del titolo Outlast (Qui il focus), Red Barrels ha pubblicato pochi giorni fa il suo primo DLC: Whistleblower.

Trattandosi di un prequel, i fatti raccontati precedono l’avventura del giornalista Miles Upshur che arriva al Mount Massive Asylum grazie a delle lettere inviate dal tecnico informatico Waylon Park, di cui vestiremo i panni in questo pauroso capitolo. Il protagonista di Whistlebower sta infatti cercando di far conoscere le atroci azioni e i terribili esperimenti che vengono compiuti sui pazienti della struttura: dopo essere stato scoperto, diventa a sua volta cavia. Il nostro Waylon si risveglierà però nel bel mezzo di una ribellione: tutti i pazienti del manicomio hanno preso il controllo della struttura, vendicandosi delle guardie e distruggendo ogni cosa. Le atmosfere cliniche, in poco tempo, vengono sostituite da quelle splatter e sinistre a cui eravamo stati abituati con il titolo principale.

MODALITÀ DI GIOCO

Il gameplay e le meccaniche di gioco sono sostanzialmente le stesse. Come in Outlast, infatti, gli elementi principali di Whisleblower sono la visuale in prima persona, la telecamera con la visione infrarossi che ci permette di vedere al buio e i movimenti incerti del protagonista.

Il nuovo capitolo però sembra quasi più truce e violento del gioco principale: già i primi incontri con i pazienti , che occupano gli angoli più oscuri delle stanze e dei corridoi, sono di un impatto devastante e pochi saranno i minuti che ci divideranno dall’essere braccati da uno spostato con un sega chirurgica, che ci insegue per farci a pezzi. Il DLC si presenta volutamente più complesso e ansiogeno di Outlast: le zone di buio sono aumentate esponenzialmente, con molte stanze avvolte da un’oscurità che possiamo esplorare solo con la visione notturna  della telecamera. Fin da subito quindi si viene a creare una forte tensione: se da una parte bisognerà far attenzione al consumo delle batterie, dall’altra bisognerà esaminare con cura ogni angolo delle stanze in cerca di sbloccare un nuovo obiettivo, mentre i tetri e sinistri rumori ci rimbombano nelle orecchie. Inoltre il DLC tenta di esplorare diversi registri stilistici soprattutto quando l’azione si svolge all’esterno, in un’area sommersa dalla nebbia. L’avventura è completabile in circa 2/3 ore, la maggior parte delle quali passate fra i corridoi del centro ricerca e del manicomio, ed è palese il riuso degli asset grafici di Outlast.

GRAFICA E SONORO

Come per il titolo principale, in Whistleblower gli effetti ad alta definizione rendono molto realistiche le ambientazioni, un pò meno la resa poligonale dei personaggi: il comparto tecnico, infatti, è concentrato soprattutto sulle fonti luminose e meno efficace in termini di modellazione. Fortunatamente la fluidità è garantita e l’anti-aliasing è impeccabile. Ottimo il lavoro svolto per il comparto tecnico del suono: vivremo un vero incubo sonoro fatto di rumori agghiaccianti, improvvise sviolinate e urla strazianti. Ad aumentare l’ansia non mancherà il tintinnio delle catene mischiato al sibilo della sega per ossa.

IN CONCLUSIONE

Siamo difronte ad un buonissimo DLC: nonostante sia molto simile al titolo principale, Whistleblower presenta una propria anima e una propria dimensione. La tensione è aumentata grazie agli ambienti più ampi e ad uno spietato level design. Le ore per portare a termine l’avventura sono meno di tre: i minuti però sembreranno aumentare a dismisura con l’accrescere della tensione sempre più tangibile. L’ottimo ritmo delle azioni e una progressione più inquadrata rispetto ad altri titoli del genere, sono tratti che rendono vincente questo format e chiunque abbia acquistato Outlast non dovrebbe farsi scappare questo DLC.

La Redazione

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